Medicina del Lavoro
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Disposizioni di legge sulla vaccinazione contro l'epatite B
Disposizioni di legge sulla vaccinazione contro l’epatite B

Informazioni essenziali

Vaccinazione contro l’epatite B. La legge 27 maggio 1991, n. 165 obbliga alla vaccinazione primaria e di richiamo contro l’epatite B tutti i nuovi nati nel primo anno di vita e, limitatamente ai dodici anni successivi alla data di entrata in vigore della legge, la vaccinazione è obbligatoria anche per tutti i soggetti nel corso del dodicesimo anno di età (cfr. articoli 1 e 2). Se l'obbligo interessa solo i neonati e i bambini, ciò non preclude a certe categorie di lavoratori e non, di essere vaccinati gratuitamente su loro specifica richiesta o su proposta del medico. Infatti la legge sopra citata dispone che (Art. 3): "Permane invariato il diritto alla vaccinazione contro l’epatite virale B dei soggetti appartenenti alle categorie a rischio, individuate con decreto Ministeriale della Sanità" (decreto 4 ottobre 1991):

Decreto 4 ottobre 1991 ( MINISTRO DELLA SANITÀ)

Art. 1

La vaccinazione antiepatite B deve essere offerta gratuitamente: a) ai conviventi in particolare ai bambini non compresi nelle categorie indicate all'art. 1 della legge n.165/1991, e alle altre persone a contatto con Soggetti HBsAg positivi; b) ai pazienti politrasfusi, emofilici ed emodializzati; c) alle vittime di punture accidentali con aghi potenzialmente infetti; d) ai soggetti affetti da lesioni croniche eczematose e psorisiche della cute delle mani; e) ai detenuti negli istituti di prevenzione e pena; f) alle persone che si rechino all'estero, per motivi di lavoro, in aree geografiche ad alta endemia di HBV; g) ai tossicodipendenti, agli omosessuali e ai soggetti dediti alla prostituzione; h) al personale sanitario di nuova assunzione nel Servizio nazionale ed al personale del Servizio nazionale già impegnato in attività a maggior rischio di contagio e segnatamente che lavori in reparti di emodialisi, rianimazione, oncologia, chirurgia generale e specialistica, ostetricia e ginecologia, malattie infettive, ematologia, laboratori di analisi, centri trasfusionali, sale operatorie, studi dentistici, medicina legale e sale autoptiche, pronto soccorso; i) ai soggetti che svolgono attività di lavoro, studio e volontariato nel settore della sanità; j) al personale ed agli ospiti di istituti per ritardati mentali; k) al personale religioso che svolge attività nell'ambito dell'assistenza sanitaria; l) al personale addetto alla lavorazione degli emoderivati; m) al personale della polizia di stato e agli appartenenti all'Arma dei carabinieri, a Corpo della Guardia di finanza, al Corpo degli agenti di custodia, ai comandi provinciali dei vigili del fuoco e ai comandi municipali dei vigili urbani; n) agli addetti ai servizi di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti.

Art. 2

Per le categorie indicate all'art. 1 e in qualsiasi altra condizione in cui si proceda alla somministrazione di vaccino antiepatite B non è necessario effettuare la ricerca prevacinale dei marcatori HBV (salvo che per esigenze di ordine epidemiologico e medico-legale). ...

Art. 3

La spesa per l'attuazione della vaccinazione contro l'epatite virale B, gratuita per le categorie di cui all'art. 1, graverà sui fondi del Servizio sanitario nazionale.

Art. 4 (omissis)

Art. 4 - "E' fatto obbligo ai presidi delle unità sanitarie locali e ai presidi del Servizio sanitario nazionale di vaccinare gratuitamente, su richiesta, i soggetti di cui all'articolo 3, rilasciandone la relativa attestazione".

Posologia e modalità di somministrazione

Esistono in commercio attualmente tre tipi di vaccino che definiremo per semplicità americano, francese e ricombinate che si differenziano per dosaggio dell’antigene e per modalità di somministrazione.
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